09/07/2012 – Rinnovabili: Via libera a nuovi incentivi

Via libera definitivo, con la firma dei ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania,  ai due decreti ministeriali che definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas).

Il nuovo regime permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con forti ricadute sull’economia italiana tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese.

I Decreti pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media).

In linea con le previsioni della precedente normativa, il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto a breve) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico, per il quale è previsto comunque un periodo transitorio di 4 mesi.

Grazie al lavoro portato avanti nelle scorse settimane, sono state effettuate importanti modifiche migliorative, che hanno tenuto conto dei pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata, di specifiche mozioni Parlamentari e di suggerimenti di Associazioni di categoria. In particolare sono previsti:

– Un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 Milioni di Euro annui – pari a ulteriori 10 Miliardi di Euro di spesa su 20 anni – suddivisi tra Fotovoltaico (200 Milioni) e Non-Fotovoltaico (300 Milioni)
– Una forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri
– L’innalzamento delle soglie di accesso ai registri per tutte le categorie rilevanti. In particolare, per il fotovoltaico, vengono esentati dai registri gli impianti a concentrazione, quelli innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Inoltre, sono esentati gli impianti tra 12 e 20 KW che richiedono una tariffa ridotta del 20%
– Un premio per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto e per quelli con preponderante uso di componenti europei
– Un incremento degli incentivi per alcune specifiche tecnologie che presentano una forte ricaduta sulla filiera nazionale, ad esempio: geotermico innovativo, fotovoltaico a concentrazione e innovativo
– Una rimodulazione dei termini di pagamento dei certificati verdi
– La conferma della priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle aziende agricole

“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, sostenibile ed equo. L’energia rinnovabile è un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale, senza generare dannose competizioni con la produzione alimentare. Allo stesso tempo, con questi decreti si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese. La sostenibilità economica e ambientale sono i due cardini della strategia energetica del Paese” concludono i tre ministri.

Ministero dello Sviluppo Economico

Fonte VPSOLAR

FONTI RINNOVABILI: LE PROPOSTE PER IL NUOVO CONTO ENERGIA DA PARTE DI CONFINDUSTRIA ANIE/GIFI

Il mercato fotovoltaico in Italia potrà continuare a crescere in maniera sostenibile ed a creare posti di lavoro anche con tariffe incentivanti ridotte rispetto alle attuali: questa la proposta di Confindustria ANIE/GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) per il Conto Energia dopo il 2010.
La proposta del nuovo regime tariffario ha una validità di cinque anni (2011-2015) e, oltre ad innalzare il limite di potenza incentivabile ad almeno 7.000 MWp (dagli attuali 1.200 MWp), prevede la possibilità di riformulare la suddivisione per classi di potenza, per tener conto delle sensibili differenze di costo in funzione delle taglie e delle soluzioni di connessione in Media e Alta tensione, e di adottare due tipologie di impianti: a terra e su edifici.
Confindustria ANIE/GIFI propone inoltre bonus speciali per l’integrazione architettonica totale degli impianti fotovoltaici (+25%), per l’installazione in aree compromesse dal punto di vista ambientale come cave e discariche a fine ciclo vita (+10%) e per la sostituzione di coperture in amianto e eternit (+10%).
Una novità interessante è la proposta di adeguamento della tariffa incentivante al 31 Luglio di ogni anno anziché al 31 Dicembre. In virtù di ciò la tariffa in vigore dal 2011 avrebbe validità un anno e mezzo, fino al 31 Luglio 2012.
Dal 2012 fino al 2015 le tariffe potranno subire una ulteriore riduzione annua pari al 5% continuando in questo modo a garantire adeguati profitti agli investitori, a tutta la filiera industriale ed al cliente finale.
La validità della proposta è supportata da uno studio sul valore dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzato da Confindustria ANIE/GIFI in collaborazione con l’università di Padova.
Lo studio evidenzia che, con il regime tariffario proposto, al 2020 si garantirebbe l’installazione di 15.000 MWp di impianti fotovoltaici e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90.000 posti di lavoro. L’incentivazione, inoltre, assicurerebbe entrate nelle casse dello Stato per 521 milioni di € come IVA sugli investimenti dell’industria da sommare ai 156 milioni di € risparmiati per le emissioni nocive di CO2 evitate.

Fonte: Vega Engineering

CONDOMINIO FOTOVOLTAICO

L’Italia per la sua posizione geografica si trova nella condizione di poter sfruttare molto bene l’energia solare. Dal sole possiamo ottenere sia il calore utilizzato per scaldare l’acqua (collettore solare), sia l’energia elettrica, ottenuta tramite l’installazione di un impianto fotovoltaico. Attualmente molte nazioni europee stanno cercando di incentivare questa tecnologia, e anche il nostro Paese ha fatto la sua parte emanando il 19 febbraio 2007 il DL attraverso cui si definiscono i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante la conversione fotovoltaica della fonte solare. Tale decreto prevede che gli incentivi per la costruzione degli impianti vengano erogati in “conto energia” anziché in “conto capitale”: questo significa basarsi su una tariffa incentivante per Kwh di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico che consente di ammortizzare il costo dell’installazione rivendendo l’energia elettrica prodotta direttamente al gestore .

I vantaggi di questo sistema sono palesi: abbattimento totale dei consumi effettuati contestualmente alla produzione dell’impianto, azzeramento dei costi della bolletta elettrica,  produzione di energia attraverso una modalità eticamente responsabile, assenza di elettromagnetismo o di altri tipi di inquinamento.

Anche un condominio ha la possibilità di installare un impianto fotovoltaico. Si possono seguire due differenti percorsi: o un singolo inquilino decide di costruire un proprio allestimento nelle parti comuni, o vi  provvede unanimemente la totalità dei condomini. In entrambi i casi è necessaria l’autorizzazione dell’Assemblea. E’ importante sottolineare che, oltre al risparmio sulla bolletta elettrica, il nuovo sistema offre una considerevole opportunità di guadagno. Infatti un impianto di circa 50KW produce un guadagno medio di 3000/3500 euro al mese: questo budget una volta superato il Pay Back Period potrà essere utilizzato per ridurre ulteriori costi di gestione del condominio oppure suddiviso tra i condomini.

Per accedere al conto energia è necessario, entro sessanta giorni dall’entrata in funzione dell’impianto, inviare al gestore della rete:

  • Documentazione di conformità dell’impianto alle norme CEI
  • Scheda tecnica dell’impianto
  • Certificazione di collaudo
  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata

E’ possibile ottenere un finanziamento fino a 150.000 euro a copertura dell’intero costo sostenuto per la realizzazione dell’impianto.

Fonte: ANACI VENETO

IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 19,80 KWp

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Il fotovoltaico va a ruba: boom di furti

DA IL SOLE 24 ORE

29 maggio 2009

Il fotovoltaico va a ruba: boom di furti

di Fabrizio Patti

Si chiamano “danni di terzi” ed è un modo eufemestico di definire, da parte delle assicurazioni, un fenomeno che si è ingrandito negli anni, di pari passo con la crescita del fotovoltaico in Italia: quello dei furti di pannelli solari. Lo dimostrano i numeri dell’operazione “Kyoto”, condotta per 6-7 mesi dalla squadra mobile di Matera e conclusa lo scorso febbraio: furti per circa 5 milioni di euro, almeno 2.000 pannelli sottratti tra Basilicata, Campania, Puglia e Calabria.

Non è però un caso isolato, né il più eclatante: nel 2007 a Serre (Salerno), in una sola centrale dell’Enel furono trafugati in pochi mesi circa 7.000 pannelli.

Nel caso dell’operazione “Kyoto” delle 19 persone arrestate 17 erano cittadini marocchini. Del Nordafrica, dicono dalla questura di Matera, era tutta l’organizzazione, dai “manovali” che staccano fisicamente i pannelli a chi smerciava i pannelli in Marocco e Mauritania. Dove un pannello, che in Italia costa sui 700-800 euro, veniva venduto all’acquirente finale a circa 250 euro.

Altre testimonianze parlano di prezzi anche al di sotto dei 100 euro. Sembra invece privo di fondamento il coinvolgimento di mafia e camorra. “Da quanto abbiamo potuto vedere – nota il questore di Salerno, Vincenzo Roca – anche se si tratta di organizzazioni criminali, non sono di tipo mafioso.  La maggior parte dei componenti delle bande sono stranieri”.

Le mete del traffico sono soprattutto l’Africa e il Far East. Ma anche paesi europei, come la Spagna, la Grecia e la Romania. È impossibile, invece, che un pannello rubato in Italia sia riciclato nel nostro paese, perché ogni pezzo può ricevere incentivi solo nel luogo in cui è stato installato. Ogni pannello, inoltre, è dotato di un numero di matricola che viene comunicato alle forze dell’ordine in caso di furti. Manca, invece, al momento, un sistema di coordinamento europeo che renda identificabili i pannelli come frutto di una sottrazione indebita.

Stimare il valore complessivo delle perdite è molto difficile. L’unico calcolo, come riportato lunedì 25 maggio sul Sole 24 Ore, l’ha fatto una società produttrice di antifurti, la Marss, secondo cui il valore dei pannelli sottratti nel 2008 corrisponderebbe a 100 milioni di euro. Nel 2007, invece, la cifra era di 40 milioni. Secondo delle stime riportate dall’Enea, a livello mondiale i furti corrispondono al 5-7% del venduto nel settore.

I proprietari di impianti domestici possono però stare piuttosto tranquilli. Le razzie riguardano infatti per lo più le centrali situate in aree remote e gli edifici poco presenziati, quali i capannoni industriali, enti pubblici e moduli associati a lampioni. Molte delle trafugazioni avvengono nella fase di installazione, quando i cantieri sono aperti e poco custoditi.

29 maggio 2009

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Il fotovoltaico va a ruba: boom di furti – Il Sole 24 ORE

I Comuni possono auto produrre energia fotovoltaica

Il Senato ha approvato un emendamento al cosiddetto disegno di legge Sviluppo, che permette ai Comuni fino a 20 mila abitanti di auto produrre energia elettrica con il sistema fotovoltaico con potenza fino a 200 KW.

Si tratta di un emendamento al ddl 1195 “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.
Il vicepresidente della commissione Ambiente del Senato Cesarino Monti ha dichiarato che grazie a quanto approvato i Comuni potranno risparmiare fino al 5-10 per cento dei costi di energia che hanno in bilancio. In buona sostanza, sottolinea il Senatore, il conto energia andrà a coprire le spese dell’impianto, mentre tutta l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sarà, gratuitamente, utilizzata dai comuni in tutto il territorio di competenza. La differenza è proprio in questo passaggio, e cioè la possibilità di fornire l’energia a tutto il territorio mentre prima l’energia doveva essere prodotta e consumata nello stesso luogo.

Una differenza che sembra di poco conto mentre in realtà è sostanziale: vengono identificate tutte le necessità energetiche del territorio comunale come facenti parte di un unica utenza elettrica. In precedenza il Comune, per usufruire pienamente degli incentivi doveva installare un impianto fotovoltaico sulla palestra, un altro impianto sulla biblioteca o sulla scuola. Con questo emendamento il Comune potrà scontare dal suo bilancio energetico totale tutta l’energia elettrica prodotta da un singolo impianto fotovoltaico di potenza massima fino a 200 Kwp. Inoltre, i Comuni possono destinare aree appartenenti al proprio patrimonio disponibile alla realizzazione degli impianti per l’erogazione in “conto energia” e dei servizi di “scambio sul posto” dell’energia elettrica prodotta, da cedere a privati cittadini che intendono accedere agli incentivi in “conto energia” e sottoscrivere contratti di scambio energetico con il gestore della rete.

Il vantaggio economico per le amministrazioni comunali sarà notevole mentre è evidente il vantaggio ambientale derivato dalla riduzione di emissioni di anidride carbonica.

Fonte: Elettricoplus

Tecnoline Snc di Trentin Giorgio &  C. – Schio – Vicenza

Veneto: iter semplificato per fotovoltaico e solare

Tecnoline di Trentin Giorgio &  C.  Snc – Impianti Fotovoltaici – Schio – Vicenza


Il 6 maggio scorso la Commissione Attività produttive del Consiglio regionale Veneto ha approvato all’unanimità un provvedimento che, una volta approvato in Aula, permetterà alle famiglie e agli enti che intendono sfruttare l’energia solare come fonte di illuminazione e di riscaldamento di beneficiare di procedure semplificate.

La proposta di legge semplifica, infatti, i procedimenti autorizzativi per l’installazione di impianti solari termici e di impianti fotovoltaici ad uso residenziale (con potenza fino a 20 kw), esonerandoli dalla complessa procedura di valutazione di impatto ambientale.
Il testo di legge licenziato dalla Commissione prevede, infatti, che per realizzare impianti solari o fotovoltaici sul tetto della propria abitazione sia sufficiente una semplice comunicazione preventiva al Comune territorialmente competente.
Per gli impianti alimentati da energia rinnovabile, progettati in modo non aderente all’edificio, o destinati ad uso terziario o produttivo, sarà invece necessario sottoporre il progetto a denuncia di inizio attività (Dia) e attendere l’assenso del Comune competente.
Il Veneto vuole dare sempre maggiore spazio all’utilizzo delle energie rinnovabili e, per farlo, utilizza anche la leva finanziaria istituendo un Fondo di rotazione con una dote finanziaria di 2milioni di euro. Il Fondo andrà a finanziare, con contributi in conto interesse, i privati, gli enti pubblici e le Onlus che installeranno impianti fotovoltaici e solari termici dimensionati per il proprio autoconsumo: fino a 20 kw di potenza per gli impianti fotovoltaici e fino a 30 metri quadrati di superficie per gli impianti solari.

Fonte: Installatore Elettrico.

FOTOVOLTAICO:IMPIANTI ED ENERGIA IN EDILIZIA

TECNOLINE SNC DI TRENTIN GIORGIO & C. SNC – SCHIO – VICENZA

05/06/2009 Impianti ed energia in edilizia: sarà il 2019 l’anno di svolta

Il Parlamento Europeo ha votato in prima lettura una modifica della Direttiva CE/91/2002 sul rendimento energetico in edilizia. In base alla nuova disposizione, le costruzioni realizzate dopo il 31 dicembre 2018 dovranno produrre da fonti  rinnovabili tanta energia quanta ne consumano. Attualmente gli edifici dell’Unione Europea assorbono il 40% dei consumi totali di energia e il 50% del gas, fonti importate da Paesi terzi.

Gli Stati dell’Ue dovranno adeguarsi entro il 30 giugno 2011 predisponendo piani d’azione nazionali contenenti strumenti finanziari per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, come prestiti agevolati, incentivi fiscali e disposizioni riguardanti i fornitori di energia. La Commissione Europea sta valutando varie possibilità in base alle quali si potrebbe aumentare del del 15% la quota del Fesr, fondo europeo di sviluppo regionale, destinato all’efficienza energetica, stabilire entro il 2014 un fondo Ue per l’efficienza energetica finanziato da bilancio comunitario, Bei e Stati membri, promuovere investimenti pubblici e privati nel settore, ridurre l’Iva sui beni e servizi correlati alle energie rinnovabili. Una metodologia di azione comune potrebbe essere invece fissata entro il 31 marzo 2010.

Necessario il coinvolgimento di tutti i fabbricanti, comprese le abitazioni utilizzate per meno di quattro mesi l’anno, mentre in precedenza l’obbligo era solo per quelle superfici abitate di oltre mille metri quadri. Esclusi dall’adeguamento solo gli edifici religiosi e agricoli, le strutture temporanee usate per meno di 18 mesi e i palazzi storici protetti.
I nuovi standard si applicheranno a tutte le componenti, incluse finestre, caldaie, sistemi di isolamento e condizionamento, con possibilità di estendersi anche ai contatori intelligenti.

In Italia il recepimento della Direttiva comunitaria è iniziato con il Decreto legislativo 192/2005, modificato l’anno successivo dal Decreto legislativo 311/2006. Per la prima bozza il decreto attuativo si è dovuto attendere invece il 24 febbraio scorso.

COS’E’ IL CONTO ENERGIA

  • Cos’è il conto energia?

E’ un piano di incentivi statali nato per favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici, condominiali o industriali. Detto piano è chiamato appunto “Conto Energia” e permette di scambiare o vendere alle società elettriche l’energia prodotta. (approfondisci con Guida Conto Energia – GSE)

  • In pratica come funziona?

In pratica, il conto energia finanzia la produzione di energia elettrica derivante dal vostro impianto fotovoltaico,  l’Enel poi installerà un  contatore supplementare per effettuare il conteggio dell’energia prodotta e su tutta la produzione verrà effettuato il pagamento. (approfondisci con posizionamento degli apparecchi di misura – GSE)

  • Quanto mi pagheranno?

Le tariffe variano in base alla tipologia  dell’impianto fotovoltaico e alla potenza installata, queste al momento sono le tariffe. (approfondisci con Guida Integrazione Architettonica – GSE)

Potenza impianto Impianti non integrati o posizionati a terra Impianti parzialmente integrati Impianti integrati architettonicamente
Da 1 a 3 kWp 0,384 0,422 0,470
Da 3 a 20 kWp 0,365 0,403 0,442
Più di 20kWp 0,346 0,384 0,422

Lo stato quindi paga la produzione di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico circa 43 centesimi  di € al kWh . Da tenere presente che la corrente attualmente  ha un costo di 18 centesimi di € al kWh al prelievo dalla rete.

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  • Quindi posso calcolare il mio guadagno moltiplicando la potenza dell’impianto per la tariffa di 43 centesimi ?

Non è proprio così, non è la potenza dell’impianto che va moltiplicata per l’incentivo ma la produzione di energia annua, che dipende sicuramente dalla potenza dell’impianto ma anche da altri fattori come ad esempio la posizione geografica, la posizione rispetto al sud, l’inclinazione dei pannelli ed altri dettagli un po’ più tecnici.

Inoltre bisogna tener conto anche del fatto che non si paga più la corrente all’ente distributore di energia.

Proprio così, il Conto Energia dà un doppio beneficio economico: il guadagno reale della tariffa incentivante  €/ kWh e il beneficio di 0,18€ di corrente risparmiata in bolletta.

In definitiva il calcolo sul ritorno economico totale si ottiene sommando l’incentivo proporzionale all’energia prodotta e al risparmio sul mancato pagamento della bolletta sempre proporzionale all’energia prodotta.

  • E per quanto tempo riceverò questo pagamento ?

L’incentivo ha la durata di vent’anni. Lo stato cioè  si impegna a pagare per 20 anni l’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico.

  • La tariffa  incentivante rimane sempre quella?

Nel corso dei vent’anni le tariffe vengono rivalutate annualmente in base all’indice ISTAT e vengono pubblicate sul sito del GRTN.

  • Esistono altri incentivi in aggiunta?

Si può ottenere un aumento della tariffa incentivante se si eseguono altre opere certificate che  consentano un ulteriore risparmio energetico dove è stato installato un impianto fotovoltaico, ad esempio intervenendo sull’isolamento dell’involucro edilizio.

Tecnoline snc di Trentin Giorgio & C. – Schio – Vicenza (Veneto)

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